Un nuovo sacerdote nella Chiesa di Pozzuoli. Sabato 28 aprile monsignor Gennaro Pascarella ha ordinato presbitero il diacono Enzo Cimarelli.
«Ogni vocazione accolta e vissuta è sempre una benedizione del Signore; in modo particolare la vocazione al ministero sacerdotale». Queste le parole del vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, nell'omelia tenuta il 28 aprile scorso nella concattedrale san Paolo Apostolo, per l'ordinazione presbiterale di don Vincenzo Cimarelli. L'immagine è del Signore “buon pastore”, che dà la propria vita per le pecore, amandole fino a dare la vita per loro: «E come Lui - sottolinea monsignor Pascarella rivolgendosi a don Enzo - non ti fermare solo alle pecore che sono nel recinto; allarga il tuo cuore anche a quelle che sono fuori: anch'esse ti sono affidate. Abbi la passione del Signore per l'unità: un solo gregge, un solo pastore».Da non trascurare il particolare invito alla preghiera quotidiana, senza farsi “risucchiare” dal semplice attivismo. E le parole ricordate sono state quelle di don Tonino Bello in “Lettera a chi è molto impegnato”: «Fermati un po' a fare il pieno. Tu non vuoi perdere tempo per riempire il serbatoio, ma sappi che ne perderai molto di più se rimarrai a metà strada. Ritirati nel deserto: non per fuggire dal mondo, ma per disegnare le cartine dell'esodo%u2026». Come sottolineato da Benedetto XVI, «senza la preghiera quotidiana vissuta con fedeltà, il nostro fare si svuota, perde l'anima profonda, si riduce ad un semplice attivismo che, alla fine, lascia insoddisfatti».«Abbiamo bisogno soprattutto di sacerdoti santi – ha messo in luce monsignor Gennaro Pascarella durante la celebrazione -. Sappiamo come i mass-media sottolineino la poca santità di alcuni preti. Ma la luce è più forte delle tenebre, l'amore è più forte di ogni male, la santità testimonia la bellezza di Dio, manifestando l'amarezza e la tristezza del peccato». Il vescovo si è quindi rivolto a don Enzo: «Sii sempre consapevole che, come amava ripetere il Santo Curato d'Ars, “il prete non è prete per sè; lo è per voi”, per i fratelli, per la comunità. In mezzo alle difficoltà, soprattutto quando vivi in situazioni di sospensione, quando non ti è chiaro cosa fare o gli ostacoli frenano il cammino, ricordati che Dio ti ama, ti è sempre vicino, è sempre con te e ti chiama sempre ad amare. Ti siano di conforto e di luce le parole che San Giovanni della Croce scriveva ad una priora di un monastero spagnolo, in pena per la drammatica situazione di sospensione in cui viveva in quegli anni: “Non pensi ad altro se non che tutto è disposto da Dio; e dove non c'è amore, metta amore e raccoglierà amore”». Infine, monsignor Gennaro Pascarella ha espresso un invito all'assemblea presente alla celebrazione, ma che si allarga a tutta la comunità diocesana: «Pregate con assiduità per i vostri sacerdoti: siano sempre più “immagini visibili”, seppure “sempre imperfette”, dell'amore di Dio; santi come Lui è Santo, “suscitatori di comunione” e ministri di speranza, forti e miti, umili e saggi, misericordiosi e radicati nella verità». Don Bosco diceva: «Il più grande dono che Dio possa fare ad una famiglia è quella di una vocazione al Sacerdozio». Ed è proprio questa la frase scelta da don Enzo, nuovo sacerdote della Chiesa di Pozzuoli, per la sua ordinazione presbiterale.E la gioia è stata pienamente manifestata nell'accogliere la consacrazione di questo nuovo “ministro di Cristo”, in una festa che è continuata il giorno dopo, nella chiesa santi Apostoli Pietro e Paolo, quando don Enzo ha presieduto per la prima volta la santa Eucarestia. I consigli e le preghiere degli altri presbiteri, in particolare del parroco don Umberto Ciotola e di padre Claudio De Caro, ad essere sempre servo fedele e annunciatore della Parola di Dio, hanno fortificato le parole del vescovo: «Sii sempre come un vetro pienamente trasparente che fa passare la luce: Gesù, un ostensorio che trova il senso del suo esistere per mostrare il Signore agli altri. Aiuta la gente che ti sarà affidata a non fermarsi mai a Te, indica sempre con decisione Gesù Cristo». I ringraziamenti finali di don Vincenzo, la commozione dei familiari e degli amici, l'accompagnamento e il sostegno della comunità, hanno intensificato la preghiera di gratitudine per questo dono del sacerdozio ricevuto: perchè questo sia una testimonianza e un seme di speranza per coloro che avvertono il manifestarsi dei segni di una chiamata ad una speciale consacrazione, affinchè, come auspicato dal Papa, «Possano sbocciare tanti “sì”, quali generose risposte alla chiamata di amore di Dio».
Primo maggio: a Pozzuoli Veglia con i lavoratori
Martedì 1° maggio, si svolgerà a Pozzuoli, nella chiesa S. Giuseppe (viale Capomazza, 8), la Veglia di preghiera con i lavoratori, presieduta dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella. La Veglia, che inizierà alle ore 19.30, è organizzata dall'Ufficio diocesano per la pastorale del lavoro e delle questioni sociali, dal Progetto Policoro e dal Movimento Lavoratori dell'Azione Cattolica. Locandina Veglia preghiera con i lavoratori a Pozzuoli
Nasce il premio Vassallo per le scuole di Quarto.
L'iniziativa sarà presentata lunedì 30 aprile (ore 18.30) nel Centro “Qualcosa in più” della Parrocchia Gesù Divino Maestro. Il concorso sulla legalità, dedicato ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, assassinato nel 2010, è organizzato con il coinvolgimento del Consiglio Regionale della Campania, della Commissione Anticamorra della Regione Campania, della Diocesi di Pozzuoli con la Forania di Quarto, delle scuole di Quarto, della UniCoop Tirreno, dei Soci Coop del Centro Quarto Nuovo, dell'associazione Libera, del Gruppo Giobbe Rione 219, dell'associazione Quarto Giovane e dell'associazione Dialogos per la comunicazione sociale. Segni dei tempi è media partner dell'iniziativa. Dal 1° maggio tutti gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori residenti nel comune di Quarto, saranno chiamati ad esprimersi sul loro concetto di legalità, inviando romanzi, poesie, favole, oppure disegni, fumetti, fotografie. I vincitori delle due sezioni (scritti e arti grafiche o figurative), in base alla categoria d'appartenenza (elementare, media, superiore), riceveranno delle borse di studio per l'acquisto di libri e materiale scolastico. Il materiale dovrà essere consegnato, entro il 30 settembre, nei punti raccolta (Ipercoop “Quarto Nuovo” c/o banco informazioni soci; Parrocchia Gesù Divino Maestro; Scuola Media “Gobetti”, segreteria corso Italia; ISIS Quarto, segreteria via Vaiani; IV Circolo didattico elementare via Kennedy). Alla presentazione del progetto, lunedì 30 aprile, interverranno don Gennaro Guardascione (parroco e vicario della forania di Quarto), Antonio Granato (consigliere comunale, associazione Dialogos per la comunicazione sociale), Antonio D'Amore (coordinatore della provincia di Napoli dell'associazione Libera), Giovanni D'Auria (responsabile politiche sociali Unicoop Tirreno – Campania), Gianluca Daniele (Segretario Cgil Napoli), Antonio Marciano (consigliere regionale), Franco Malvano (commissario antiracket Campania). Per ulteriori informazioni sul concorso: 348.0825918 - 348.0079664premiovassalloquarto@gmail.com - ufficiostampa@dialogoscomunicazione.itwww.premiovassalloquarto.it - facebook.com/premioangelovassalloquarto
A Pozzuoli, corso sui 50 anni dal Concilio Vaticano II
A cinquant'anni dal Concilio Vaticano II, la parrocchia S. Maria delle Grazie di Pozzuoli, guidata dal parroco don Antonio Russo, organizza un primo ciclo d'incontri di formazione su quello che viene definito il “più bel frutto della primavera della Chiesa”. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - Sezione San Tommaso d'Aquino di Napoli. Il primo appuntamento è per venerdì 4 maggio (ore 20), con la relazione “Come e perchè la Chiesa arrivò al Concilio ecumenico Vaticano II”, tenuta dal professor Andrea Milano, docente di Storia del cristianesimo e delle Chiese.
Qui Quarto, va ora in onda la parrocchia
L'esperienza della comunità dei santi Pietro e Paolo: una web tv che avvicina chi è costretto a restare in casa come gli ammalati. Volontari e creatività per la singolare esperienza online: si utilizza anche la videosorveglianza Una web tv per trasmettere la Santa Messa agli ammalati. È l'idea di un gruppo di fedeli della parrocchia dei santi Pietro e Paolo apostoli di Quarto. E da alcuni mesi la celebrazione delle 11,30, officiata da padre Erminio Albano della Società Divine Vocazioni, arriva direttamente nelle case di chi non può essere presente in parrocchia. «Abbiamo la media di sessanta collegamenti ogni domenica. Non sono pochi». A parlare è Salvatore Basile, tecnico di arti tipografiche con la passione per la tecnologia e le riprese video. È lui che coordina il gruppo di giovani che stanno partecipando alla “Web Tv Santi Pietro e Paolo”. Per collegarsi basta avere un computer e una connessione ad internet. La web tv quartese utilizza LiveStream.com, un sito internet da cui è possibile trasmettere immagini in diretta di buona qualità. Attraverso questo canale hanno trasmesso in tutto il mondo, con il permesso di Canale 21, anche la diretta della celebrazione per la beatificazione di don Giustino Russolillo del 7 maggio. Ma dalla parrocchia sono andate in diretta online anche le cresime e le comunioni. «Vogliamo dare innanzitutto un servizio agli ammalati – spiega Basile – e l'altro obiettivo è aiutare i giovani a creare aggregazione e ad imparare un mestiere». I mezzi non sono molti, ma le capacità organizzative e la creatività non mancano: si utilizzano persino le telecamere di sorveglianza all'interno della chiesa. «Abbiamo un banco di regia e anche due telecamere mobili durante la celebrazione» spiegano gli operatori. La web tv nasce dopo alcuni anni di esperienza con il sito parrocchiale e l'inserimento online di video del parroco che commenta i passi del Vangelo. Del gruppo fanno parte numerosi giovani. Come Nicola, di 17 anni, che impara a fare il cameraman oppure Marco Meli, impiegato, che si occupa della regia. Marika Marino è una dipendente statale. Residente a Quarto, lavora a Varese: «Siamo riusciti a realizzare – afferma - anche dei collegamenti dal nord. Per me è un modo di sperimentare la nostra tecnologia e la qualità delle immagini». Marika riesce a collaborare alla regia attraverso internet direttamente da Varese; in particolare si occupa della titolazione. Il suo impegno è un modo per sentirsi più vicini a casa: «La gente chiede: ma perchè non trasmettete anche la Santa Messa del sabato sera?». Prima della celebrazione va in onda una “signorina”, un avatar creato da un programma che annuncia la messa in onda della celebrazione. «In parrocchia – conclude Basile – l'età media è molto alta. Questo è un modo per avvicinare i ragazzi. Abbiamo molte idee e stiamo cercando di realizzarle. Con poco è possibile creare degli incontri interattivi o dare, prima dell'inizio della messa, delle news sugli eventi diocesani». «Vogliamo far conoscere il territorio anche attraverso la chiesa – dice Marco Meli – vogliamo raggiungere i lontani e far vedere che in chiesa si gioisce: Dio è gioia. Vogliamo far capire che in chiesa c'è allegria e che l'allegria è contagiosa». Per guardale la web tv connettersi al sito della parrocchia: sanpietroepaolo.itCiro Biondi Il team nella foto. In piedi da sinistra: Salvatore Basile (team manager), Nicola D'ambrosio (cameraman), padre Erminio Albano (parroco) e Marika Marino (reporter). In ginocchio da sinistra: Marco Meli (team manager) e Mauro Della Monica (regia e software application).
C'è una casa famiglia per realizzare una donna nuova. Per le detenute esperienza pilota della Caritas flegrea
«L'obiettivo è fornire uno stile alternativo di vita. Un riscatto che l'istituto penitenziale non può offrire». Dalle parole di Maria Ricciardi, responsabile della casa famiglia Donna Nuova, emerge il significato, profondo e impegnativo, del progetto portato avanti dalla diocesi e dalla Caritas diocesana di Pozzuoli. L'opera-segno è attiva nel centro San Marco, nel cuore antico di Pozzuoli. Nasce nell'ottobre 2009, in continuità con l'esperienza del centro Ero Forestiero, il progetto che per anni ha accolto donne immigrate di tutto il mondo. Un impegno, quello di Donna Nuova, che coinvolge la Caritas e i volontari per 24 ore al giorno, tutti i giorni dell'anno. Perchè chi è recluso non conosce festività o ferie. La casa famiglia di Pozzuoli, è l'unica struttura esclusiva per le detenute in provincia di Napoli. In tutta la regione esiste un centro analogo solo a Capua. «Come operatori della Caritas – racconta la responsabile – negli ultimi anni abbiamo notato che le esigenze delle donne immigrate sono cambiate. Nei momenti di difficoltà non si rivolgono più alle strutture dedicate all'accoglienza ma hanno come punto di riferimento la rete di fatto che hanno creato le loro comunità. Per cui se le straniere hanno problemi si rivolgono alle loro amiche e connazionali. Abbiamo quindi selezionato, tra le problematiche della donna, le esigenze particolari delle detenute. È stata una scelta per essere ancora più vicini a chi si trova in difficoltà». Il centro offre ospitalità a chi può usufruire di misure alternative alla detenzione. «Di solito sono straniere – spiega Ricciardi - ma abbiamo anche italiane, questo è il passo in avanti, rispetto al passato quando avevamo il Centro esclusivo per le immigrate». Le porte sono aperte anche quando ci sono detenute che possono usufruire di permessi premio, ma non hanno luoghi dove andare. «Tecnicamente – chiarisce Ricciardi – non siamo una casa famiglia. Ma abbiamo voluto darci questo nome perchè di fatto noi siamo una famiglia. È uno stile che vogliamo offrire come alternativa alla loro vita precedente. Il principio di base è: chi è in carcere ha sbagliato perchè non ha avuto un'altra opportunità. A giudicare non siamo noi. Ogni persona ha esigenze diverse e dobbiamo costruire singoli percorsi di cambiamento». Tutto si regge grazie ai volontari, persone formate con corsi specifici: due psicologhe (Daniela Ciccarelli e Manuela Corrado), un'assistente volontaria (Lina Stanco), il signor Enrico De Vincenzo e altri dieci collaboratori che si occupano delle attività. Per l'assistenza sanitaria c'è l'ambulatorio S. Giuseppe Moscati diretto dal dottor Pasquale Grottola. Tra le attività si punta molto sull'istruzione e sul lavoro: il vero cambiamento. Oltre alla collaborazione con l'Iti “Tassinari” c'è il progetto “Tutti a scuola” con il Centro Territoriale di Educazione Permanente della “Diano” diretto da Maria Rosaria Laolè. Una delle ospiti è iscritta alla facoltà d'ingegneria, un'altra si sta formando come estetista e un'altra ancora sta studiando per la licenza elementare. I numeri delle ospitiChi sono le ospiti del Centro Donna Nuova? Sono detenute agli arresti domiciliari (quindi in attesa di un giudizio definitivo), in detenzione domiciliare (giudicate che scontano la pena), in semilibertà e in affidamento ai servizi sociali. Il Centro ha rapporti con il Tribunale di Sorveglianza oppure con la Corte di Appello. L'opportunità del Centro viene indicata dalle detenute tramite gli avvocati, i volontari e gli educatori del carcere. Ad oggi sono state ospitate (comprese le presenti) dodici donne. Di queste otto sono straniere. La struttura può ospitare fino a otto detenute, così quanti sono i posti letto. Sei sono per le detenute stabili mentre due posti sono riservati all'emergenza: uno per permessi premio e l'altro per la fine pena. Il carcere, su disposizione del tribunale, può da un momento all'altro rilasciare la detenuta ma questa potrebbe non avere un posto dove andare. Le donne provengono da tutti i penitenziari italiani, soprattutto dalla Casa Circondariale di Pozzuoli. Si tratta quasi sempre di arresti domiciliari o detenzione in casa. Le forze dell'ordine possono effettuare controlli in qualsiasi ora del giorno e della notte. L'assistenza spiritualeLa Casa Famiglia offre anche una proposta spirituale alle ospiti. Ad aiutare la direttrice ci sono le suore. Fino allo scorso anno c'erano tre sorelle delle Piccole Missionarie Eucaristiche. Adesso nel centro operano suor Valeria e suor Gemma della Congregazione della Presentazione di Maria Santissima al Tempio. Le suore, che si occupano anche della pastorale carceraria, sono affiancate da due volontarie, prestano servizio in ambulatorio medico e incontrano le ragazze più volte durante la settimana per assistenza spirituale e momenti di preghiera. Lo stesso don Fernando Carannante, vicario episcopale per la carità e direttore della Caritas diocesana, è presente e segue spiritualmente le ospiti. Ogni mercoledì c'è la lectio divina e il venerdì sera il colloquio.
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