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PREGHIERA PER I DEFUNTI - LETTERA DEL VESCOVO

Ecco di seguito la lettera del Vescovo nella quale invita alla preghiera comune tutte le comunità parrocchiali della Diocesi in suffragio delle vittime della pandemia venerdì prossimo, 3 aprile alle ore 11.

Carissimi sacerdoti,
Domenica  scorsa  papa  Francesco,  facendo  riferimento  a  Gesù  che  piange  per  la  morte dell’amico Lazzaro, invita anche noi a piangere con chi piange. «Oggi – ha detto – davanti a un mondo che soffre tanto, a tanta  gente che soffre le conseguenze di questa  pandemia, io mi domando: sono capace di piangere, come sicuramente avrebbe fatto Gesù e lo fa adesso Gesù? Il mio
cuore assomiglia a quello di Gesù?».

Tanta gente piange: gli anziani soli, le persone immunodepresse, che sentono la inesorabilità del virus, se le  attaccasse,  le persone  ricoverate,  in particolare  quelle  in terapia  intensiva, che devono affrontare da soli la lotta contro la morte senza la vicinanza e il conforto dei loro cari. C’è, poi, il pianto dei parenti delle persone decedute  sia per il coronavirus sia per altre
cause. Non hanno potuto accompagnare nel trapasso né dare l’estremo saluto ai loro cari; per loro non c’è stata la possibilità di rito religioso, che dona consolazione e attutisce il dolore della perdita della persona amata.

Tanta gente lotta: medici, infermieri e infermiere, operatori sanitari, volontari in prima fila per proteggere, curare e accompagnare;  poliziotti e soldati che cercano di far rispettare le regole che il governo chiede  per il bene  di tutti;  tutti  coloro  che stanno  lavorando, perché la vita sociale possa andare  avanti: i lavoratori delle farmacie, dei supermercati, dei trasporti;
i nostri governanti, locali, regionali e nazionali, che devono prendere decisioni importanti per il presente  e il futuro.

Anche  noi  non  stiamo  alla  finestra  a  guardare: attraverso la Caritas diocesana e quelle parrocchiali si sono messe in moto  tante iniziative concrete di aiuto ai più poveri, che, in questo momento  difficile per tutti, sono quelli più in difficoltà; il Centro Educativo Diocesano “Regina Pacis” ha accolto altri ragazzi del carcere minorile di Nisida e due donne del carcere femminile di Pozzuoli. Penso che ognuno di voi si stia dando da fare per non far mancare una “vicinanza”, anche se limitata dai modi, alla gente che vi è affidata come pastori.

C’è qualcosa, che possiamo (direi dobbiamo) fare, che è specificamente nostro, come cristiani e, ancor più, come pastori: pregare. Credere alla “forza debole” della preghiera. Intercedere, come Abramo e come Mosè, perché il Signore  salvi il suo popolo.

Venerdì  prossimo 3 aprile vi invito ad unirvi insieme a me per pregare per tutti i defunti di questo tempo di quarantena e per le loro famiglie. Come segno di comunione nella preghiera sarebbe opportuno che alle ore11 le campane di tutte e chiese della diocesi richiamino con i rintocchi tutti a pregare.

Naturalmente, utilizzando i vari canali di comunicazione che si hanno a disposizione, è bene comunicare in tempo ai fedeli questo appuntamento in modo che possano conoscere e partecipare a questo momento di preghiera che vivremo con lo schema che viene allegato.

Il Signore effonda l’abbondanza delle sue benedizioni su di voi e sulle comunità che siete chiamati a “servire”.

Pozzuoli, 1 aprile 2020
+ Gennaro, vescovo

 

In allegato la lettera originale e lo schema della preghiera che verrà utilizzato.