Ordo Virginum Vita Consacrata

Storia: Una proposta antica per donne nuove

 

L'Ordo Virginum è una forma di vita consacrata che risale ai tempi della primitiva comunità cristiana. La Consecratio Virginum costituisce il primo Rito di consacrazione della donna nella Chiesa.
Sin dai tempi apostolici nella Chiesa troviamo delle donne che, corrispondendo al carisma suscitato in loro dallo Spirito Santo, con amore sponsale si sono dedicate al Signore Gesù nella verginità, per sperimentare la fecondità spirituale dell'intimo rapporto con lui e offrirne i frutti alla Chiesa e al mondo.
Nei primi tre secoli numerosissime furono le vergini consacrate che per restare fedeli al Signore subirono il martirio. Tra queste Agata di Catania, Lucia di Siracusa, Agnese e Cecilia di Roma, Tecla di Iconio, Apollonia di Alessandria, Restituta di Cartagine, Justa e Rufina di Siviglia.
Motivi storici e mutamenti sociali condussero successivamente a un cambiamento della vita consacrata femminile, per cui l'unica modalità per una donna di vivere una totale dedizione a Dio divenne quella di far parte di un Ordine monastico o di una Congregazione religiosa. Scomparve così progressivamente la forma di vita originaria dell'OV.
Il rinnovamento ecclesiale che ispirò il Concilio Vaticano II, portò alla riscoperta di questa forma di vita consacrata. Si tratta di uno dei frutti dell'approfondimento liturgico e patristico, della crescente attenzione all'apostolato dei laici, ma soprattutto dell'ecclesiologia conciliare e della riscoperta della Chiesa locale, del cambiamento della condizione femminile nella Chiesa e nella società. Seguendo le indicazioni della Costituzione Sacrosantum concilium al n. 80, il Rito della consecratio virginum fu sottoposto a revisione.
Il nuovo Rito della Consecratio Virginum viene promulgato il 31 Maggio 1970 dalla Sacra Congregazione per il culto divino su speciale mandato di Papa Paolo VI. In questo modo ha ritrovato esplicito riconoscimento ecclesiale la consacrazione verginale di donne che restano nel proprio ordinario contesto di vita, radicate nella comunità diocesana radunata attorno al vescovo. Il carattere istituzionale di questa forma di vita, proprio e distinto dagli Istituti di Vita Consacrata, è stato successivamente confermato dal Codice di diritto Canonico (can. 604).

Negli ultimi cinquant'anni non è mancata l'attenzione dei pontefici a partire da san Paolo VI, a cui molti autori attribuiscono la rinascita di questa vocazione .
Nel magistero di Paolo VI non troviamo pagine dedicate alle vergini consacrate, perché non ha mai parlato loro ufficialmente, ma durante l'episcopato a Milano aveva riflettuto sulla consacrazione femminile vissuta in seno alla comunità locale, come servizio all'edificazione della Chiesa nel normale ambiente di vita familiare e sociale. Mons. Montini credeva possibile: «darsi al Signore e vivere pienamente e perfettamente la vita della Chiesa, senza nessuna famiglia, abito religioso e senza costituire un gruppo sociale e una forma particolare» . Queste considerazioni descrivono bene la consacrata dell'Ordo. Infatti, a chi riceve la consecratio virginum non è richiesto alcun cambiamento esteriore, non "appartiene" ad altri che alla Chiesa, non c'è un'organizzazione che supporta e indica la via da seguire che non sia la Chiesa. Sono le stesse vergini consacrate a stilare - in comunione con il vescovo diocesano - la propria regola di vita.
San Giovanni Paolo II, incontrando l'Ordo virginum in occasione del XXV anniversario del ripristino del Rito di consacrazione, rivolse parole particolarmente tenere: «Da parte mia, vorrei parlarvi, con il calore affettuoso, con cui gli antichi vescovi, si rivolgevano alle vergini delle loro Chiese: il calore di Metodio di Olimpia, primo cantore della verginità cristiana; di Atanasio di Alessandria e di Cipriano di Cartagine, che ritenevano le vergini consacrate porzione eletta del gregge di Cristo; di Giovanni Crisostomo, i cui scritti sono ricchi di spunti per alimentare la vita spirituale delle vergini; di Ambrogio di Milano, le cui opere testimoniano una straordinaria sollecitudine pastorale per le vergini consacrate; di Agostino di Ippona, acuto e profondo teologo della verginità abbracciata per il regno dei cieli, del santo e grande pontefice Leone I, autore, con ogni probabilità, della mirabile prece consacratoria Deus castorum corporum» .
E Papa Benedetto XVI, nel 2008, alle consacrate arrivate a Roma per il congresso internazionale raccomandava: «La scelta della vita verginale è un richiamo alla transitorietà delle realtà terrestri e anticipazione dei beni futuri. Siate testimoni dell'attesa vigilante e operosa, della gioia, della pace che è propria di chi si abbandona all'amore di Dio. Siate presenti nel mondo e tuttavia pellegrine verso il Regno (...) stelle che orientano il cammino del mondo La vergine consacrata, infatti, si identifica con quella sposa che, insieme allo Spirito, invoca la venuta del Signore: "Lo Spirito e la sposa dicono 'Vieni' " (Ap 22,17)».
Papa Francesco nel suo messaggio per il 50° anniversario della promulgazione del rito di consacrazione delle vergini scrive: «La vostra chiamata mette in luce l'inesauribile e multiforme ricchezza dei doni dello Spirito del Risorto che fa nuove tutte le cose (cfr Ap 21,5). Al tempo stesso essa è un segno di speranza: la fedeltà del Padre ancora oggi pone nel cuore di alcune donne il desiderio di essere consacrate al Signore nella verginità vissuta nel proprio ordinario ambiente sociale e culturale, radicate in una Chiesa particolare, in una forma di vita antica e al tempo stesso nuova e moderna... A cinquant'anni dal Rito rinnovato, vorrei dirvi: non spegnete la profezia della vostra vocazione! Siete chiamate, non per vostro merito, ma per la misericordia di Dio, a far risplendere nella vostra esistenza il volto della Chiesa, Sposa di Cristo, che è vergine perché, nonostante sia composta da peccatori, custodisce integra la fede, concepisce e fa crescere una umanità nuova» .

Per approfondire
Nel 2014 viene pubblicata la nota pastorale della Conferenza episcopale italiana: L'Ordo virginum nella Chiesa in Italia a cura della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata.
La nota pastorale CEI ha contribuito a una migliore conoscenza e comprensione di questa vocazione da parte delle donne interessate e dei vescovi diocesani che sempre più le riconoscono il valore profetico.

L'8 giugno 2018, per la prima volta, la Santa Sede ha pubblicato una istruzione, dal titolo Ecclesiae Sponsae Imago, che approfondisce la fisionomia e la disciplina di questa forma di vita.
Il documento, curato dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, si sviluppa in tre parti: la vocazione e la testimonianza dell'Ordo virginum; la configurazione dell'Ordo virginum nelle Chiese particolari e nella Chiesa universale; il discernimento vocazionale e la formazione per l'Ordo virginum.
L'esperienza dei Convegni nazionali inoltre, ha prodotto materiale molto utile per un approfondimento dell'identità e della spiritualità della consacrata raccolto negli Atti .

Documentazione

L'identikit spirituale delle consacrate appartenenti all'Ordo virginum è delineato nel Rito di consacrazione. Esso descrive le vergini consacrate sul modello della Chiesa vergine per l'integrità della fede, sposa per l'indissolubile unione con Cristo, madre per la moltitudine di figli generati alla vita di grazia .
Durante la consecratio virginum, le consacrande esprimono il sanctum propositum, cioè la ferma e definitiva volontà di perseverare per tutta la vita nella castità perfetta e nel servizio di Dio e della Chiesa, seguendo Cristo come propone il Vangelo per rendere al mondo una viva testimonianza di amore ed essere segno manifesto del Regno futuro.
«Il propositum delle consacrande viene accolto e confermato dalla Chiesa attraverso la solenne preghiera del vescovo, il quale invoca ed ottiene per loro l'unzione spirituale che stabilisce il vincolo sponsale con Cristo e a nuovo titolo le consacra a Dio. In questo modo, le vergini sono costituite persone consacrate, segno sublime dell'amore della Chiesa verso Cristo, immagine escatologica della sposa celeste e della vita futura. L'appartenenza esclusiva a Cristo, sancita col vincolo nuziale, mentre alimenta in loro la vigile attesa del ritorno dello Sposo glorioso (Mt 25,1-13), le associa in modo peculiare al suo sacrificio redentore e le dedica alla edificazione e alla missione della Chiesa nel mondo (Col 1,24)» .
Tratto essenziale del carisma della vergine consacrata è dunque la sponsalità. Attraverso la donazione totale di sé le donne consacrate desiderano conformarsi a Cristo. Si stabilisce così un legame d'amore sponsale definitivo ed esclusivo con il Signore Gesù ed è condizione specifica per la dedicazione totale alla Chiesa.

Altro tratto distintivo di questa consacrazione è la diocesanità, cioè il legame spirituale e pastorale con la Diocesi. Avendo ricevuto la consacrazione dalle mani del Vescovo in seno ad una Chiesa particolare, la consacrata è legata ad essa da uno speciale vincolo di amore e di appartenenza reciproca.
Da sposa, madre e sorella nello Spirito, è chiamata a rallegrarsi per le sue gioie e far proprie le sue fatiche. Sempre vivo sarà l'impegno nella preghiera ad intercedere quotidianamente per le necessità della Diocesi e dei suoi pastori.

L'ultimo elemento è la secolarità, che esprime l'impegno a condurre una vita di fede e di radicalità evangelica, nelle condizioni ordinarie dell'esistenza, immerse nella realtà secolare.
Ciò significa vivere l'appartenenza totalmente a Cristo stando nel mondo, sperimentando le stesse condizioni di vita del popolo di Dio. Per questo motivo la consacrata non indossa abiti o segni distintivi, se non l'anello, che riceve nel giorno della consacrazione.

L'Ordo Virginum non è legato ad Istituti o Congregazioni. Per questo la vergine consacrata può vivere da sola, in famiglia, con altre consacrate e si mantiene con il proprio lavoro.

Dato il radicamento di questa forma di vita consacrata nella Chiesa particolare, il discernimento e la formazione «si realizzano mediante percorsi ecclesiali che, oltre alla responsabilità delle stesse donne interessate, richiedono l'attenzione e l'accompagnamento della comunità cristiana, e in modo particolare interpellano la responsabilità pastorale del vescovo diocesano»*.
Il radicamento diocesano non consiste in una chiusura entro i confini della diocesi, le consacrate si aprono alla missione universale della Chiesa e sperimentano forme di comunione anche in ambito regionale e nazionale.
Ha un rapporto particolare con il Vescovo che, ha il compito di discernere l'autenticità della chiamata a questa forma di vita. A lui spetta la presidenza del solenne e pubblico rito liturgico e la cura pastorale dell'Ordo perché ciascuna viva una gioiosa fedeltà alla propria vocazione.
La consacrata non ha un preciso compito pastorale nella propria diocesi e non viene neppure consacrata in vista di un'attività specifica. In dialogo con il vescovo, nel discernimento dei propri carismi, ciascuna trova il modo migliore per vivere in autenticità e creatività la vocazione.
Il suo primo servizio alla Chiesa è quello di "essere" segno profetico ed escatologico dell'amore della Chiesa vergine e sposa di Cristo.
Non le è preclusa la partecipazione attiva alla vita culturale e civile in tutte le sue espressioni; secondo le sue possibilità e carismi individuali la vergine può contribuire così a rinnovare, secondo lo spirito del Vangelo, il contesto sociale in cui è inserita.
Ad oggi l'Ordo è presente nei 5 continenti e conta circa 5000 consacrate. In Italia le Vergini consacrate sono circa 730 e 300 in formazione.
Da più di dieci anni si è costituito, a livello nazionale, un Gruppo di Collegamento che organizza incontri nazionali ed è l'interlocutore della segreteria generale della Conferenza Episcopale Italiana.
Nella nostra diocesi siamo in 5. Due vivono in fraternità (Eleonora ed Ida) le altre: Anna, Paola e Gina in famiglia.

Per info e contatti
Mail: ordovirginum.diocesipozzuoli@gmail.com
Telefono: 0815261204 Dal Lunedì al Giovedì ore 9.00 - 13.00
Pagina Facebook: Ordo Virginum Pozzuoli 
Sito web: www.ordovirginum.org

 

 


(*) CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA, Ecclesiae Sponsae Imago, 76, Città del Vaticano, 8 giugno 2018

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